Anteprima di “Tales from the Hyperverse”

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Una strega di cristallo alla ricerca di energia magica combatte contro rino-rospi in un mondo fantasy-futuristico dominato da una ragno-regina. E’ più o meno questa la trama di Fuel Quest, il racconto che costituisce uno dei pezzi forti di Tales from the Hyperverse di William Cardini. L’antologia fa parte della nuova campagna Kickstarter dell’etichetta statunitense Retrofit Comics e contiene nelle sue 40 pagine storie brevi ambientate nell’Hyperverse, il mondo già utilizzato da Cardini per il suo Vortex, di cui ho parlato ormai parecchio tempo fa sul vecchio sito di Just Indie Comics.

In Tales from the Hyperverse trovano spazio fumetti usciti su antologie come Smoke Signal e Secret Prison, alcune storie già viste on line e 14 pagine inedite. Tutti i contenuti originariamente in bianco e nero sono stati ricolorati per l’occasione dallo stesso Cardini, con la collaborazione di Josh Burggraf su cinque tavole.

Ma non è questo l’unico albo interessante del Kickstarter della Retrofit, casa editrice guidata dal cartoonist Box Brown e da Jared Smith che uscita dopo uscita sta alzando sempre più il livello qualitativo delle sue pubblicazioni. Della stessa campagna fanno parte titoli come Iceland di Yuichi Yokoyama e How To Be Alive di Tara Booth, insieme a Combed Clap of Thunder di Zach Hazard Vaupen, Steam Clean di Laura Ķeniņš e TRUMPTRUMP vol. 1: nomination to inauguration di Warren Craghead III.  Per tutti i dettagli vi rimando alla pagina dedicata. Intanto, buona lettura con Fuel Quest.

 

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Just Indie Comics? Meglio Instagram

Forse non tutti sanno che ultimamente ho deciso di non badare a spese e dotarmi anche di un profilo Instagram. Con la collaborazione di Serena Dovì pubblichiamo contenuti visivi legati al mondo del fumetto indipendente, underground e d’autore, con qualche puntata nei meandri del mainstream e persino dell’arte. La gran parte delle immagini fotografano direttamente la mia collezione di fumetti, soffermandosi non solo sulle copertine ma anche su singole pagine e vignette, tra novità, classici, rarità e chicche del passato recente. Di tanto in tanto il profilo serve a promuovere o a rendicontare mostre, eventi e incontri degni di nota. Da tutto ciò viene fuori che la pagina Instagram di Just Indie Comics è ben più aggiornata del sito stesso, che riesco a portare avanti con estrema difficoltà. E oltre tutto è adatta alla fruizione veloce di questi giorni, non contiene molto testo e non vi fa perdere tempo. Ordunque mettete da parte ogni indugio e schiacciate il tasto SEGUI su www.instagram.com/justindiecomics. E se ancora non siete convinti ecco una selezione delle immagini pubblicate fino a oggi. Buona visione.

 

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Chris Cilla from Kramers Ergot #7, Buenaventura Press, 2008

 

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Brian Chippendale, Puke Force, Drawn & Quarterly, 2016

 

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Lale Westvind from Gouffre, Lagon Revue, 2017

 

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Lauren Weinstein from The Ganzfeld #6, PictureBox, 2008

 

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Uno Moralez, Frontier #1, Youth In Decline, 2013

 

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Kevin Huizenga, Supermonster #10, 1999

 

Just Indie Comics @ Varchi Comics

Just Indie Comics @ Varchi Comics

 

Art Spiegelman, Day at the Circuits, from Breakdowns, Pantheon Books, 2008

Art Spiegelman, Day at the Circuits, from Breakdowns, Pantheon Books, 2008

 

Art Green from The Collected Hairy Who Publications 1966-1969, Matthew Marks Gallery, 2015

Art Green from The Collected Hairy Who Publications 1966-1969, Matthew Marks Gallery, 2015

 

Prima serata di #ColorAnti al #monkroma con @alessandrobaronciani e @dottorpira, @tinalsong e #fumettidalfuturo

Prima serata di #ColorAnti al #monkroma con @alessandrobaronciani e @dottorpira, @tinalsong e #fumettidalfuturo

 

Adrian Tomine, Optic Nerve #1, 1991

Adrian Tomine, Optic Nerve #1, 1991

JICBC pt. 2: “Get Out Your Hankies” di Gabrielle Bell

Seconda serie di spedizioni per il Just Indie Comics Buyers Club, l’abbonamento arrivato alla seconda edizione che permette di ricevere, per chi si è iscritto entro il 10 gennaio scorso, fumetti per lo più americani e a volte anche europei di difficile reperibilità in Italia. Se state leggendo queste righe e non sapete di cosa si tratta, vi rimando all’articolo di presentazione dell’edizione 2017. Qui mi limito a dirvi che tutti gli abbonati riceveranno con l’invio di aprile Get Out Your Hankies di Gabrielle Bell, che ho voluto scegliere come fumetto “uguale per tutti” dopo Blammo #9 di Noah Van Sciver selezionato a gennaio. Di questo albo di 32 pagine edito da Uncivilized Books avevo già parlato brevemente in occasione del mio Best of 2016, quando ne avevo letto soltanto la versione digitale, dato che quella cartacea è uscita negli Stati Uniti soltanto a dicembre. Nell’albo trovate infatti, con qualche intervento di editing, proprio il materiale che l’autrice di Lucky e The Voyeurs ha pubblicato quotidianamente lo scorso luglio sul suo sito, secondo una tradizione che sta portando avanti da qualche estate. Con la solita forma diaristica e l’usuale fluidità di scrittura, la Bell ci racconta i fatti e le sensazioni più disparate, da come scegliere un cocomero alla reazione alla strage di Nizza, dal suo lavoro in una libreria dell’usato ai bagni nell’Hudson River. In mezzo la galleria di indecisioni, paranoie ed elucubrazioni che rappresentano la cifra stilistica dell’autrice, messe in scena con un testo ancora più ingombrante del solito, che tende a riempire la pagina fino a farla diventare barocca, complice anche un segno che negli anni si è fatto più sporco e al tempo stesso intenso. Il tutto in attesa di Everything is Flammable, nuovo lavoro sulla lunga distanza in uscita in questi giorni ancora per Uncivilized.

Per chi non è abbonato al Buyers Club alcune copie di Get Out Your Hankies sono disponibili nello shop. Intanto ecco le prime quattro pagine dell’albo, che pubblico grazie alla collaborazione dell’editore. Buona lettura.

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Days of Future Past – 22/03/2017

Instantly Elsewhere

Nuovo appuntamento con questa rubrica di segnalazioni varie che ogni tanto mi viene voglia di riesumare. Iniziamo con un po’ di novità editoriali e in particolare con qualche crowdfunding tuttora in corso, a partire da Instantly Elsewhere, un’idea matta lanciata da Lorenzo Palloni e Martoz sulla piattaforma Spaceman Project, storia di uno scrittore che non riesce a smettere di scrivere, perché tutte le sue visioni, comprese quelle più pericolose di minacciosi supercattivi, si avverano. Interessante l’idea di proporre il progetto a un pubblico internazionale, infatti il volume sarà disponibile in italiano, inglese, francese e spagnolo, sia in versione brossurata che cartonata. Instantly Elsewhere verrà pubblicato a luglio 2018, dato che gli autori inizieranno a lavorarci soltanto alla fine della raccolta fondi.

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Altro crowdfunding è quello lanciato da C’est Bon Kultur, associazione svedese con base a Malmö che pubblica da anni il magazine di storie brevi C’est Bon Anthology, vetrina per nuovi talenti e al tempo stesso territorio di sperimentazione per artisti già affermati. Finita la disponibilità dei fondi che avevano permesso di stampare con una certa regolarità l’antologia, per il 36esimo numero gli svedesi hanno ben pensato di ricorrere a una campagna di finanziamento, che risulta particolarmente interessante per noi italiani vista la presenza di tre artisti nostrani come AkaB, Elena Guidolin e Serena Schinaia. Per un po’ di immagini, ulteriori dettagli ed eventualmente contributi, vi rimando alla pagina Indiegogo del progetto.

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Facciamo un salto negli Stati Uniti per segnalare che la 2dcloud di Minneapolis ha reso disponibile la sua collezione primaverile su Kickstarter. Tra i vari titoli spicca il secondo numero dell’antologia-libro Mirror Mirror, stavolta a cura di Sean T. Collins e Julia Gfrörer e con contributi di Lala Albert, Clive Barker, Heather Benjamin, Al Columbia, Dame Darcy, Renée French, Simon Hanselmann, Aidan Koch, Uno Moralez, Jonny Negron, Josh Simmons, Carol Swain. Per saperne di più cliccate velocemente qui, perché mancano pochi giorni alla conclusione.

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E a proposito di novità editoriali d’oltreoceano, ha da poco debuttato la All Time Comics, nuova collana di supereroi Fantagraphics curata da Josh Bayer. Sì, lo so che “nuova collana di supereroi Fantagraphics” sembra una cosa strana e infatti lo è, dato che questa nuova linea editoriale che strizza l’occhio alla Marvel degli anni ’70 fa collaborare alcuni dei migliori nomi dell’underground di oggi come lo stesso Bayer, Benjamin Marra e Noah Van Sciver con istituzioni del fumetto supereroistico come il compianto Herb Trimpe e Al Milgrom. Io ne avevo parlato parecchio tempo fa, ancor prima che la Fantagraphics entrasse in gioco rilevando il progetto, all’inizio pensato sotto forma di autoproduzione. Se invece volete notizie fresche vi rimando a un bell’approfondimento con tanto di interviste pubblicato su Newsarama, mentre qui trovate un trailer della serie girato da Samuel Bayer (fratello di Josh), regista noto tra l’altro per aver firmato il video di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. E tra gli attori in carne e ossa del trailer c’è addirittura l’ex Sex Pistols Steve Jones. Io nel frattempo ho messo le mani sul primo comic book del lotto, Crime Destroyer, di cui spero di parlarvi a breve.

ColorAnti2Rimaniamo in tema di fumetti, video e musica per un po’ di autopromozione. Venerdì 31 marzo alle 20 sarò infatti al Monk di Roma per la ricchissima serata di debutto di ColorAnti, con la proiezione del documentario Fumetti dal futuro – Quattro storie di autoproduzione di Serena Dovì, incentrato sulle vicende artistiche e non solo di Ratigher, Maicol & Mirco, Dottor Pira e Alessandro Baronciani. Gli ultimi due saranno presenti all’evento e parleranno dei loro più recenti progetti in un incontro coordinato dal sottoscritto, oltre a disegnare delle cassette bootleg di This is Not a Love Song. E sempre TINALS presenterà in anteprima la VHS di Dirty Dancing illustrata da Baronciani e una mostra della nuova collana Not Tv ZPPNG, con remake grafici di programmi e personaggi televisivi degli anni che furono, da Bim Bum BamIl pranzo è servito, dal Pennello Cinghiale a Sandra Milo, con illustrazioni a firma AkaB, Nova, Silvia Sicks, Dario Panzeri, Silvia Rocchi, Viola Niccolai, Veci, Pablo Cammello, Chiara Lu, Paola Rollo, Valentina Lorizzo, Isabella Bersellini. Come si suol dire non mancate e, se proprio dovete mancare, che sia almeno per un buon motivo.

Minicomic of the Month Club 2017

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Da un paio di anni ho lanciato il Just Indie Comics Buyers Club, un abbonamento annuale che permette di ricevere quattro o otto fumetti a cadenza trimestrale durante l’anno. La formula della sottoscrizione a un servizio basato su una filosofia più che su contenuti prestabiliti mi ha sempre incuriosito e mi fa dunque piacere segnalare un altro progetto simile, intitolato Minicomic of the Month Club e proveniente dall’Australia. Giunta già alla quinta edizione, l’iniziativa si propone di inviare durante l’anno 12 mini-comics formato A6 realizzati da cartoonist australiani per lo più sconosciuti da questo lato del mondo. Si tratta di autori molto diversi tra loro, dato che il progetto non intraprende una precisa ricerca stilistica ma cerca di raccontare piuttosto la ricchezza e l’eterogeneità di una scena. Si va così dal graphic journalism di Eleri Harris – già vista all’opera su The Nib e autrice del primo fumetto della serie – alle forme surrealiste di Sean Ed Whelan, dai comics as poetry di Leonie Brialey al mondo cartoon di Jake Lawrence. Qui sotto potete vedere qualche immagine tratta dai precedenti lavori degli autori appena citati, mentre sul sito del Minicomic of the Month Club trovate la lista di tutti gli artisti con relativi link. E qui potete leggere una serie di interviste di approfondimento.
Se siete interessati iscrivetevi subito, perché il termine per abbonarsi scade a fine gennaio e i prezzi sono più che ragionevoli: 38 dollari australiani per i connazionali, 40 per i neozelandesi e 52 (circa 37 euro) per tutti gli altri, Europa compresa. Buona mini-lettura.

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Eleri Harris

 

Sean Ed Whelan

Sean Ed Whelan

Leonie Brialey

Leonie Brialey

 

Jake Lawrence

Jake Lawrence

Torna il Just Indie Comics Buyers Club

Seconda edizione per il Just Indie Comics Buyers Club, l’abbonamento che ho lanciato lo scorso anno per sostenere il negozio on line in cui distribuisco materiale americano difficilmente reperibile in Europa, oltre che vari prodotti italiani ed europei di case editrici e micro-realtà editoriali a me affini. La formula è la stessa del 2016 e quindi più o meno ribadisco quanto scritto circa 365 giorni fa. Chi aderirà entro il prossimo 10 gennaio riceverà uno o due fumetti ogni tre mesi, a seconda della tipologia di abbonamento scelto, e avrà inoltre diritto a uno sconto del 10% su tutto il materiale ordinato dal sito nel corso del 2017 tramite un apposito codice promozionale. La prima spedizione sarà tra gennaio e febbraio, le successive ad aprile, luglio e ottobre. I fumetti saranno per lo più americani, a volte europei, ma sempre e comunque in lingua inglese. Come accennato, esistono due soluzioni per aderire al Just Indie Comics Buyers Club. La prima, quella più economica, viene 40 euro e dà diritto a ricevere un albo a trimestre, spese di spedizione tramite piego di libro ordinario incluse. La seconda, che invece è la versione estesa dell’abbonamento, consentirà di avere in ogni invio due fumetti, per un totale di otto albi annui, e costa 70 euro, con la spedizione sempre inclusa.

Il primo fumetto sarà uguale per tutti gli abbonati. L’anno scorso avevo scelto Frontier #10 di Michael DeForge, mentre quest’anno ho selezionato Blammo #9 di Noah Van Sciver, recente uscita dell’antologia personale dell’autore di Saint Cole e Fante Bukowski, visti in Italia per Coconino. Si tratta di un albo di 48 pagine che ben rappresenta lo spirito del Buyers Club, cioè quello di far leggere fumetti fuori dalle ormai preponderanti dimensioni del graphic novel, curiosi, originali, estemporanei, sperimentali e di difficile reperibilità. Blammo è in particolare un’antologia realizzata da un solo autore, una formula molto usata fino a qualche anno fa ma che ora è sempre meno diffusa. Il nuovo numero è uno dei migliori se non il migliore in assoluto del lotto, con storie autobiografiche, racconti di una tavola, adattamenti di favole e la classica pagina delle lettere. E con due storie più lunghe, White River Junction, Vermont e Little Bomber’s Summer Period che sono tra le cose più riuscite della produzione di Van Sciver.

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Gli altri invii saranno invece a sorpresa. Potrete trovare degli spillati di piccolo o grande formato, volumi, volumetti, antologie, tabloid e così via, pubblicati da piccole case editrici indipendenti o autoprodotti. Non tutti riceveranno gli stessi albi perché le quantità sono limitate ma se qualche abbonato avrà delle richieste specifiche sono aperto a suggerimenti e idee. Per farvi capire qual è il materiale che vi aspetta, ecco una lista dei fumetti inviati lo scorso anno agli abbonati, con tanto di link quando se ne è parlato su Just Indie Comics o quando sono ancora disponibili nello shop: Frontier #10 di Michael DeForge, The Social Discipline Reader di Ian Sundahl, Rough Age di Max de Radigués, Hellbound Lifestyle di Alabaster Pizzo e Kaeleigh Forsyth, Pope Hats #4 di Ethan Rilly, Immovable Objects di James Hindle, Felony Comics #1, Drawn Onward di Matt Madden, Windowpane #3 di Joe Kessler, Ganges #5 di Kevin Huizenga, Gloom Planet di Anya Davidson, 3 New Stories di Dash Shaw, Blammo #8.5 di Noah Van Sciver, Ritual #2 di Malachi Ward, Lydian di Sam Alden, Fedor di Pat Kelley, Mould Map #5, World in the Forcefield di Alexander Tucker, King Cat #76 di John Porcellino, Pure Shores di Jaakko Pallasvuo, Middle School Missy di Daryl Seitchik, It Never Happened Again di Sam Alden, Space Basket di Jonathan Petersen.

Qui sotto trovate i link per abbonarvi. Ripeto, se vi interessa affrettatevi perché sarà possibile aderire SOLTANTO FINO AL 10/01/2017. L’offerta con queste modalità è valida per i soli residenti in Italia, se invece siete residenti all’estero e siete interessati potete contattarmi a justindiecomics [at] gmail [dot] com e vedrò cosa si può fare.

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A Martina Franca debutta Manuscripta

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Dal 2 al 4 dicembre arriva in Puglia Manuscripta, un nuovo festival organizzato dai Presìdi del Libro in collaborazione con l’Associazione Terra Terra/Manufacta, la Fondazione Paolo Grassi e il Laboratorio Urbano Arte Franca. 

Il festival avrà tre sedi, tutte nel centro di Martina Franca (l’Ospedaletto in via Orfanelli 7, la Fondazione Paolo Grassi in via Metastasio 20 e la sede di Arte Franca all’interno della Villa del Carmine), e proporrà uno sguardo a 360 gradi sul mondo del fumetto, con ospiti ben noti al grande pubblico come lo sceneggiatore di Tex e Dylan Dog Pasquale Ruju, uno sguardo alle produzioni locali con LABO Fumetto, un’occhiata al fumetto d’inchiesta con l’editore Federico Zaghis di Becco Giallo. E con una particolare attenzione al mondo delle produzioni indipendenti, che qui ci interessano in modo particolare.

Nella sede dell’Ospedaletto ci sarà innanzitutto la mostra Fumetti dal presente, con stampe autografate di artisti ben noti ai lettori di Just Indie Comics come Akab, Lorena Canottiere, Roberto La Forgia, Maicol & Mirco, Martoz, Alice Milani, Marino Neri, Dottor Pira, Cristina Portolano, Ratigher, Davide Reviati, Silvia Rocchi, Serena Schinaia, Alice Socal, Adam Tempesta, Fabio Tonetto e altri ancora. Il titolo della mostra prende il nome dal documentario Fumetti dal futuro di Serena Dovì, che è direttrice artistica del festival insieme a Piero Angelini. Lo stesso documentario, che racconta le storie di autoproduzione di Alessandro Baronciani, Dottor Pira, Maicol & Mirco e Ratigher, sarà proiettato venerdì 2 alle 11 e alle 22 presso la Fondazione Paolo Grassi.

Dottor Pira e Ratigher saranno anche ospiti di Manuscripta. Il primo curerà il workshop Fumetti disegnati male (venerdì 2 alle 17,30), presenterà L’almanacco dei fumetti della gleba (sabato 3 alle 18,30) e curerà il dj set di sabato sera, mentre Ratigher parlerà insieme a me del progetto Flag Press, sabato alle 17,30 all’Ospedaletto. E visto che siamo in tema di autopromozione, durante il festival ci sarà anche il banchetto di Just Indie Comics con una selezione dei fumetti che normalmente potete trovare nel webshop.

Altra guest star di Manuscripta sarà Cristina Portolano, con la presentazione di Quasi signorina venerdì alle 19 all’Ospedaletto e il workshop Fumetti autobiografici sabato alle 15 ad Arte Franca. Ma gli eventi e gli ospiti non finiscono qui e per tutto il resto vi rimando al sito web del festival, mentre per iscrizioni e informazioni sui workshop potete scrivere a manuscriptafest@gmail.com. E se passate da quelle parti venite a dire “ciao”, mi raccomando.

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Flag Press #2 – “Prima” di Manuele Fior

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Un luogo dove siamo stati tutti ma di cui nessuno mantiene il ricordo, un tempo in cui avevamo le ali e nulla più. Prima di Manuele Fior, la seconda bandiera edita da Flag Press, è una storia che sembra arrivare da un altro mondo e da un’altra epoca, classica nello stile quanto sperimentale nel modo di avvolgere il lettore nelle sue spire. L’autore di 5000 chilometri al secondo e L’intervista ha realizzato per la casa editrice lanciata qualche mese fa da Ratigher e dal sottoscritto un fumetto toccante e al tempo stesso innovativo, che unisce contenuto e rivoluzione formale, sfruttando appieno le potenzialità del grande formato. Non vi dico di più, perché ogni dettaglio ulteriore potrebbe rovinare l’esperienza di lettura, che va fatta senza punti di riferimento, lasciandosi catturare dai dialoghi, dal segno, dai colori.

Si tratta del secondo poster edito da Flag Press, l’etichetta che pubblica fumetti formato 70×100 con una storia di due tavole. Il fronte è a colori in italiano, il retro in bianco e nero con traduzione in inglese. Per saperne di più sul progetto potete leggere qui.

Flag Press #2 – Prima di Manuele Fior debutterà al BilBOlbul Festival di Bologna dal 24 al 27 settembre. Lo troverete al Bookshop della Biblioteca Salaborsa insieme alla nostra prima uscita, Teoria, pratica e ancora teoria di Ratigher. Sempre in Salaborsa, Manuele Fior autograferà le copie durante le sue sessioni di dediche, sabato 26 novembre alle 16 e domenica 27 alle 11. Qualche giorno dopo il festival, potrete acquistare Prima sul sito della Flag Press.

Di seguito qualche immagine in antePrima. Buona visione.

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December’s not so far away – 17/11/2016

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Dato il periodo particolarmente ricco di eventi e progetti editoriali, resuscito questa rubrica di segnalazioni e link vari. Apriamo con BilBOlbul 2016, anche se non credo ci sia bisogno di leggere Just Indie Comics per sapere quel che succede a Bologna dal 24 al 27 novembre prossimi. L’ospite di eccezione è ovviamente Chris Ware, con una mostra dei suoi lavori alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (inaugurazione venerdì 25 alle 18,30), una serie di incontri con il pubblico e la pubblicazione del volume-catalogo Il palazzo della memoria – Scritti, disegni, interviste. Il manifesto di questa decima edizione è di Marco Corona (potete vederne un dettaglio nell’immagine di apertura), cui è dedicata una personale alla Pinacoteca Nazionale. Tra le altre cose segnalo la mostra XUWWUU di Gabriel Delmas con l’ultima opera dipinta a olio dell’autore di Largemouths, la presentazione del nuovo libro di Richard McGuire Sequential Drawings edito da Rizzoli Lizard, l’angolo BBB Zine dedicato alle autoproduzioni internazionali che quest’anno ospita Ediciones Valientes, Jorge Parras, La Camaraderie, Arbitraire, Central Vapeur e Los Bravú. E poi mostre mostre mostre, incontri incontri incontri, eventi eventi eventi. Andate sul sito della manifestazione per scoprire tutto.

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Continuiamo a vedere quel che succede nella nostra cara vecchia Penisola e facciamo tappa a Roma, per due eventi che non sono riuscito a presentare a tempo debito (le inaugurazioni ci sono state entrambe venerdì 11 novembre) ma ancora in corso. La prima, presso Palazzo Velli in piazza di Sant’Egidio 10 a Trastevere, è la personale del Prof. Bad Trip A Saurceful of Colours, aperta fino al prossimo 3 dicembre. Si tratta della stessa mostra di Carrara, a cura di Tabularasa Teké Gallery, di cui avevo parlato qualche mese fa recuperando per l’occasione una vecchia intervista al Prof. Lo spazio espositivo è ampio ed accogliente, il materiale è ricco e di prim’ordine, tra i dipinti di Bad Trip che si possono ammirare con occhiali 3D consegnati all’ingresso, una serie di originali in bianco e nero, opere giovanili, sculture e tanto altro ancora. Ricco l’apparato critico, con foto, illustrazioni, articoli di giornale e materiale d’epoca che ben definiscono il contesto in cui Gianluca Lerici è diventato l’amato (e compianto) artista che tutti conosciamo. Se vi servono altri motivi per godervi tutto ciò, all’interno di Palazzo Velli ci sono anche concerti, dj set e proiezioni: il giorno dell’inaugurazione c’è stato per esempio un mini-live di Mauro Teho Teardo. Andate e moltiplicatevi. E se intanto volete farvi un’idea, eccovi un po’ di foto gentilmente offerte da Teké Gallery.

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In contemporanea e a poche centinaia di metri inaugurava Bosch Remix – L’astrazione della follia, un group show curato da Manfredi Ciminale e ospitato dalla galleria Parione9 (ne ho già parlato in questo post su Amore di lontano di Martoz) in cui giovani illustratori italiani rileggono l’opera di Hieronymus Bosch attraverso ventuno stampe giclée. Il livello medio dei lavori è davvero elevato e alcuni sono particolarmente degni di nota per spirito visionario e composizione. In più l’idea di realizzare le opere con il metodo del “telefono senza fili” dà coesione e unità al tutto. Gli illustratori coinvolti sono ADR, Francesca Balducci, Margherita Barrera, Pablo Cammello, Niccolò Castro Cedeno, Manfredi Ciminale, Crù, Lorenzo De Luca, Michela Di Lanzo, Fabrizio Des Dorides, Fabio Frangione, Frita, Valerio Immordino, infidel, La Came, Martoz, Lucio Passalacqua, Antonio Pronostico, Jacopo Starace, Sushi, Tommy Gun Moretti. Bosch Remix rimarrà in galleria fino al prossimo 30 novembre. Accorrete numerosi e, come antipasto, gustatevi queste foto scattate il giorno dell’inaugurazione da Diana Bandini.

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Passiamo adesso a un progetto editoriale che ha diversi punti in comune con Bosch Remix, nel senso che anche qui c’è un riferimento “alto” (lì Bosch, qui Ovidio) rivisitato da artisti italiani. Sto parlando di Metamorphoses, un albo in formato A4 a colori con sovra-copertina in serigrafia che verrà pubblicato alla fine di una campagna di crowdfunding su Ulule lanciata in questi giorni dall’associazione culturale Squame e attiva fino al 5 dicembre. L’idea alla base dell’iniziativa è quella di chiamare 16 artisti a rivisitare in maniera personale e libera uno dei miti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, realizzando per l’occasione un fumetto e un’illustrazione. A questo punto vorrete sapere chi sono gli illustratori e fumettisti che troverete dentro Metamorphoses e io per non fare torto a nessuno ve li dico tutti: Francesco Guarnaccia, Davide Saraceno, Pistrice, Tommy Gun Moretti, Marino Neri, Andrea Chronopoulos, Anna Deflorian, Cristina Portolano, Giulio Castagnaro, Martoz, Alessandro Ripane, La Lois, AkaB, La Came, Lucio Villani, Rita Petruccioli. Oltre all’albo si potranno acquistare anche dei poster 30×40 di ciascuna illustrazione/fumetto e qualche originale. Per qualche info in più vi rimando a questa intervista a Francesca Protopapa pubblicata qualche giorno fa su Dancing Asteroid. Sul sito della campagna trovate ovviamente ulteriori dettagli e tante immagini ma se siete pigri vi mostro qualcosa qui sotto.

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Proseguiamo con una serie di link che potreste trovare interessanti o, in caso contrario, che potete aprire se proprio non avete niente di meglio da fare. Parecchi, quando mi incontrano in giro (intendo agli eventi legati al fumetto, non al supermercato) mi chiedono informazioni sui festival d’oltreoceano, tentati dall’idea di provare la traversata a bordo di qualche nave per vendere i propri lavori agli indiani d’America (sì, è molto tardi quando scrivo queste righe qui). Ok, visto che mi sembra che la cosa interessi qualcuno, vi segnalo che di recente c’è stato il Comic Arts Brooklyn, un festival organizzato come sempre dal negozio di fumetti di Williamsburg Desert Island. L’edizione di quest’anno è stata in dubbio fino all’ultimo momento e, se questo ha comportato una minore affluenza di pubblico, non credo abbia inficiato la qualità del materiale che si poteva trovare sui vari tavoli, tanto che Nick Gazin su Vice ne parla come “l’unico festival che conta” (vabbè, mò non esageriamo Nick). Per un reportage più obiettivo vi rimando a quello del Publishers Weekly, che ha pubblicato sulle sue pagine anche una serie di foto dell’evento.

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Rimanendo in tema, dal 13 al 16 ottobre ha debuttato, dopo l’edizione di prova dell’anno scorso, il Cartoon Crossroads Columbus, curato tra gli altri dall’autore di Bone Jeff Smith. Il festival ha un approccio prevalentemente culturale al fumetto, visto da un punto di vista storico e anche sociale, come testimoniano i temi delle tantissime conferenze di taglio accademico che ha ospitato. Ne trovate resoconti sul sito del Comics Journal e su Comics Workbook. Infine, visto che ci siamo, recupero questo reportage di Rob Clough dalla Small Press Expo dello scorso settembre.

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Concludo con un po’ di cose a caso e cioè: l’intervista a uno dei miei cartoonist preferiti di adesso e forse di sempre, cioè Sammy Harkham, pubblicata in questi giorni in inglese dal sito francese du9, anche se in realtà risale al 2015; un nuovo fumetto in quattro parti di Sam Alden che ha debuttato qualche giorno fa su Hazlitt (in alto la prima tavola); un po’ di immagini del Doctor Strange ai tempi di Gene Colan e Tom Palmer gentilmente offerte da Diversions of the Groovy Kind. E ora basta.

E’ nata Flag Press!

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Forse non tutti sanno che insieme a Ratigher ho fondato una piccola casa editrice, la Flag Press, che si propone di pubblicare fumetti in un unico formato, poster orizzontali 70×100 con due pagine affiancate. Abbiamo presentato il progetto all’Arf! di Roma sabato 21 maggio e subito dopo ha debuttato il nostro sito, dove è possibile acquistare il primo poster della serie, intitolato Teoria, pratica e ancora teoria, a firma dello stesso Ratigher.

Probabilmente molti di voi avranno già notato la notizia sui vari social network, siti di informazione e soprattutto sul blog del mio socio, a cui vi rimando per leggere le cose come veramente stanno. Qui mi preme dire che il mio coinvolgimento in Flag Press nasce per volontà dello stesso Ratigher, che covava il progetto da un bel po’. Mi ricordo, anzi, che quando lo incontrai al Fumetto Festival di Lucerna del 2015, mi disse che aveva un’idea e aveva disegnato già il logo per una piccola casa editrice che avrebbe coinvolto autori internazionali e pubblicato fumetti “in un formato un po’ strano”.

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Io già pensavo a cubi, scatole o telefoni ma in realtà no, si trattava di poster, come mi avrebbe rivelato qualche mese dopo invitandomi a diventare la sua spalla nell’impresa (a proposito non provate a fregarmi l’idea della Phone Press, fumetti a forma di telefono). Da allora abbiamo pensato bene a cosa volevamo fare con Flag Press e, al di là della scelta degli autori, la nostra idea si è concentrata sul concetto di “storia”. A tutti e due piacciono le sperimentazioni, i fumetti assurdi e a volte anche apparentemente senza senso, ma quello che qui ci preme realizzare è raccontare su un poster, far diventare narrativo un oggetto che è sempre stato principalmente figurativo, dando inoltre la possibilità agli autori di sbizzarrirsi graficamente sul formato editoriale più grande possibile. E credo che Teoria, pratica e ancora teoria di Ratigher sia veramente il “manifesto” di questa nostra idea, con una storia piena di personaggi, i dialoghi incalzanti, le piccole vignette e l’aereo gigante che viene tagliato in due dallo spazio bianco tra le tavole. Ah, sul retro del poster trovate in bianco e nero la traduzione in inglese della storia. In futuro, se il fumettista scriverà in inglese, sul retro troverete la traduzione in italiano.

Quali autori pubblicheremo con Flag Press? Innanzitutto stiamo lavorando con Ruppert&Mulot, Manuele Fior e Dash Shaw. E poi? Ai poster l’ardua sentenza!

flag press articolo 1

flag press articolo 2

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