Il meglio del 2015 in Italia

Inizio con questo post il tradizionale Best Of dell’anno, che ho deciso di pubblicare a puntate suddividendolo in tre categorie. La prima è quella dedicata ai fumetti in italiano, in cui ho incluso sia le opere di autori nostrani che di artisti stranieri. Sono rimasti fuori titoli pubblicati in Italia ma in lingua inglese e libri di autori italiani usciti all’estero, che eventualmente troveranno posto nei due Best Of internazionali. Inoltre ho tenuto conto soltanto delle nuove uscite, escludendo le ristampe.

Se si eccettua l’antologia Under Dark Weird Fantasy Grounds, pubblicata in Italia ma in lingua inglese e con una diffusione internazionale, l’unico vero libro italiano da me considerato nel Best Of dello scorso anno è stato Le ragazzine stanno perdendo il controllo di Ratigher. Non so se è stata colpa della mia scarsa attenzione durante il 2014, ma mi sembra che quest’anno ormai agli sgoccioli sia stato di gran lunga migliore per il nostro fumetto, dato che in questa Top Ten ben sei titoli sono di autori italiani.

Un’ultima cosa. Manca da questa lista una delle cose migliori del fumetto indie recente, cioè il Megahex di Simon Hanselmann tradotto da Coconino, ma non ho l’edizione italiana e il fatto che essa includa soltanto una parte dell’originale mi impedisce di darne una valutazione, oltre a urtare il mio spirito di completista.

I fumetti sono riportati in ordine alfabetico.

 

Anubi

Anubi di Marco Taddei e Simone Angelini (Grrrz Comic Art Books) – Un dio egizio finisce nella provincia malata dei giorni nostri, tra tossici, scoppiati, suore, satanisti, assistenti sociali e… William Burroughs. Il duo Taddei-Angelini scrive una sorta di Sandman in chiave grottesca, dando forma a una storia dalla struttura originale e per niente scontata. Lo sciacallo ultraterreno è descritto qui come una “mosca da bar” ed è più simile a noi di quanto possa sembrare. Senza rinunciare alla satira sociale che era l’ingrediente principale di Altre storie brevi e senza pietà, gli autori riportano tutto dentro la narrazione e raggiungono così uno stile maturo e personale.

 

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L’estate scorsa di Paolo Cattaneo (Canicola Edizioni) – Il 1997, cinque ragazzi, i loro quindici anni, un’avventura estiva. Rischiava di essere l’ennesimo amarcord a base di zainetti e merendine, il miliardesimo fumetto italiano neorealista o una canzone dei Baustelle, e invece l’esordio sulla lunga distanza di Paolo Cattaneo è molto molto di più. Ed è quasi incredibile che si tratti di un’opera prima per la capacità con cui l’autore descrive i personaggi e per come ci guida verso il colpo di scena finale. Con i loro faccioni grossi, i denti storti, i brufoli sul petto, i personaggi di Cattaneo ci fanno dimenticare per un po’ le carinerie che abbondano nei fumetti “alternativi” di oggigiorno.

 

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Il ladro di libri di Alessandro Tota e Pierre Von Hove (Coconino Press/Fandango) – Italiano per metà, il nuovo libro di Alessandro Tota vede il nostro “soltanto” nelle vesti di sceneggiatore, mentre i disegni sono lasciati al concittadino parigino Pierre Von Hove. Gli autori si immergono completamente nel contesto, la Parigi degli anni ’50, per un fumetto che sembra un film del miglior Truffaut. Dimenticate la metropoli di Tardi con i suoi dettagliatissimi palazzi, perché il tratto di Von Hove è scarno e essenziale, comunque perfetto per un libro divertente e colto, in grado di regalare una lettura piacevolissima e mai banale.

 

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Largemouths di Gabriel Delmas (Hollow Press) – La Hollow Press pubblica abitualmente in inglese, ma questo libro è completamente muto e pertanto finisce di diritto in questa categoria. Edizione italiana del volume uscito esattamente dieci anni fa in Francia, Largemouths è un viaggio di 688 pagine in un mondo preistorico, in cui gli elementi fantasy passano in secondo piano di fronte alla ricerca dell’immediatezza, raggiunta grazie all’uso di un segno spontaneo, libero, quasi violento nel modo in cui è vergato sulla pagina. Non vi spaventi l’assenza di parole, perché non siamo davanti a un esercizio di stile ma a una storia che durante una prima lettura vi porterà via almeno un’ora e mezza. E vi lascerà anche voglia di rientrarci dentro ogni tanto, per apprezzare nuovi dettagli. Per vedere qualche tavola vi rimando alla mia anteprima.

 

porto delle anime

Il porto delle anime di Stefano Alghisi (MalEdizioni) – Ne ho già parlato brevemente qui, ma questo libro con un’estetica rock’n’roll tutta americana merita di nuovo una citazione tra i migliori fumetti dell’anno. Non un’opera compiuta né una narrazione classica, ma una pièce sghemba e trasversale, di quelle che a volte servono per varcare il solito recinto e andare altrove. Le vicissitudini e le musiche di Cramps, Gun Club e Birthday Party si uniscono a quella del cantastorie nostrano Sigfrido Mantovani in un bianco e nero caratterizzato dal tratto spesso e carnoso di Alghisi.

 

qui

Qui di Richard McGuire (Rizzoli Lizard). “Capita raramente di trovare delle opere formalmente innovative che siano in grado al tempo stesso di parlare al cuore del lettore. Here è una di queste e l’effetto ottenuto da McGuire è ancora più straordinario se pensiamo che riesce a pungolare, a emozionare, a stupire senza fare uso di trame né di protagonisti, ma semplicemente raccontando la Storia e le storie, il grande e il piccolo, il grave e l’irrilevante, il serio e il faceto”. Scusate l’autocitazione ma c’è poco da aggiungere a proposito di un libro che rimarrà un’opera fondamentale del fumetto di tutti i tempi. Per approfondire vi rimando alla mia recensione, a questa cartolina da Lucca e al mio reportage da BilBOlbul.

 

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Remi Tot in STUNT di Martoz (MalEdizioni) – Altro titolo pubblicato da MalEdizioni, quello di Martoz è uno stupefacente tomo di 320 pagine che vede protagonista un motociclista acrobatico a caccia di catastrofi. Mirabolanti formule matematiche generano ibridi avanguardistici e architetture devianti. Come andare al museo sotto l’effetto di anfetamine. E il dualismo Remi/poliziotti ricorda addirittura Diabolik, mettendo l’accento definitivo su un oggetto difficilmente classificabile. Qui trovate l’anteprima pubblicata qualche settimana fa.

 

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Safari Honeymoon di Jesse Jacobs (Eris Edizioni) – Artista di punta dell’eccellente Koyama Press, Jesse Jacobs è un artista canadese che insieme a Michael DeForge e Patrick Kyle tiene alta la bandiera di un fumetto bizzarro e ironico, capace di nascondere subdolamente inquietudini e minacce tra le pieghe di un tratto cartoon. Eris Edizioni lo porta in Italia con la sua opera più recente, storia di una luna di miele in una natura selvaggia, piena di idee, forme, mutazioni, come solo il fumetto può fare. Altro che letteratura disegnata.

 

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Saint Cole di Noah Van Sciver (Coconino Press/Fandango) – Forse non il miglior Van Sciver in assoluto (quello si trova finora nella raccolta Youth Is Wasted) ma comunque un’opera importante di un autore che Coconino ha coraggiosamente portato in Italia. Saint Cole fa parte di un filone nutritissimo della produzione dell’autore, in cui si susseguono le vicende ai limiti del paradosso di personaggi piegati dalla vita, scorati, spesso umiliati da qualche donna più furba di loro. Van Sciver vanta tra i suoi fan più accaniti niente meno che Robert Crumb, e come lui ama raccontare storie, senza perdersi in troppi fronzoli. E ci riesce alla grande, come solo i grandi sanno fare.

 

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Viaggio a Tokyo di Vincenzo Filosa (Canicola Edizioni) – “E’ come camminare per le strade di Crotone durante la festa della Madonna”… Meravigliato, disorientato, impasticcato, l’alter ego di Vincenzo Filosa gira per le strade di Tokyo alla ricerca dei maestri del gekiga e di se stesso. Un fumetto italo-giapponese pieno di bianchi e neri netti, squisitamente non lineare e per niente didascalico, ricco di impennate d’autore, di vuoti, di ironia e sì, anche di poesia.

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